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Crescono le multinazionali estere in Piemonte. I dati di Camera di commercio e Unioncamere

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In Piemonte 1.300 aziende sono a controllo estero. Una presenza che è cresciuta nel tempo contribuendo ad arricchire il tessuto industriale del territorio. L’ente camerale e Unioncamere Piemonte hanno realizzato un’indagine ad hoc per delineare le caratteristiche principali delle multinazionali estere nella regione (Mne). Questa mattina, 14 gennaio, Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino e vicepresidente Unioncamere Piemonte, ha aperto la conferenza stampa di presentazione dei dati della rilevazione che ha coinvolto 227 imprese.

Con 5.680 localizzazioni e 183mila addetti complessivi, il peso delle Mne sull’economia piemontese continua a aumentare in termini di occupazione e valore aggiunto. L’indagine, condotta a ottobre 2025, ha consentito di analizzare le caratteristiche strutturali delle suddette aziende, ma anche le prospettive di sviluppo, gli investimenti in digitalizzazione e le strategie di sostenibilità. 

I dati dell’indagine

Dal punto di vista della grandezza delle imprese in questione, e dei conseguenti addetti, è stato rilevato che oltre il 30 per cento si caratterizza come media impresa, con un numero di addetti che oscilla tra i 50 e i 249; mentre il 10 per cento come grande impresa, con oltre 249 addetti. Solo un quarto ha meno di dieci addetti e il restante si colloca tra i dieci e i 49. Con riferimento al fatturato, per un terzo delle imprese l’incasso nel 2024 è stato superiore a 50 milioni di euro, e quasi la stessa quota di aziende ha ricavato tra i dieci e circa i 50 milioni di euro.

Per quanto riguarda la provenienza, la maggior parte delle Mne è controllata da imprese europee e in particolare da quelle francesi e tedesche. Gli Stati Uniti sono, invece, il primo paese extraeuropeo, con il 12 per cento delle multinazionali insediate sul territorio. Tre imprese su dieci si sono insediate in Piemonte prima del 2000, ma la maggioranza ha iniziato la propria attività tra il 2010 e il 2019. Analizzando poi i settori di attività, quasi un terzo delle imprese converge nell’automotive. A questo, seguono il commercio, la metalmeccanica, il settore della chimica-gomma-plastica e le attività afferenti ai settori dell’aerospazio, ferrotranviario e nautica. 

La rilevazione ha evidenziato come le imprese multinazionali che operano in Piemonte dimostrino un impegno sul territorio stabile. Che si esemplifica, come ha sottolineato il presidente Cipolletta, dalla propensione delle aziende di portare avanti ricerca e sviluppo. Dopotutto, “l’investimento che l’impresa fa è il primo segno della sua intenzione di rimanere su quel territorio”. A questo proposito, gli investimenti più diffusi riguardano i macchinari, le attrezzature e i mezzi di trasporto. Ma anche gli impianti fissi, le costruzioni, i fabbricati e i terreni. In ultima analisi, si evidenzia una chiara tendenza delle Mne a rafforzare o mantenere la propria presenza nel territorio piemontese.

Con riferimento all’ultima area di indagine, si può notare come le multinazionali stiano integrando sostenibilità e digitalizzazione nei propri processi aziendali. Il 68 per cento delle imprese ha, infatti, attuato dei cambiamenti in tema di digitalizzazione nel biennio 2023-24. Trainati dalla necessità di ottimizzazione interna e gestione del capitale umano. Non a caso, l’area delle risorse umane, attraverso la formazione digitale, si distingue come la più attiva con quasi il 50 per cento delle aziende che ha già apportato cambiamenti. A proposito di sostenibilità, l’impegno sul tema è quasi totale: l’88,5 per cento delle imprese ha intrapreso almeno un’azione in questa direzione. E in questo caso, l’area di maggiore intervento è l’ambiente, dove l’80 per cento circa ha apportato cambiamenti. 

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