Corte dei conti del Piemonte, il presidente Pieroni boccia la riforma

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“Il primo esame applicativo della nuova disciplina in tema di responsabilità evidenzia aporie e profili di non sicura razionalità amministrativa dell’intervento legislativo”. Così il presidente della sezione regionale del Piemonte della Corte dei conti, Marco Pieroni, si è espresso questa mattina sulla riforma della Corte approvata lo scorso 27 dicembre dal Senato. L’occasione era la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della sezione piemontese dell’organo di controllo. Di fatto, una bocciatura in piena regola, con riferimenti indiretti alla possibile ammissibilità di un eventuale ricorso costituzionale.

Le critiche alla riforma

La legge 1 del 2026 ha modificato la definizione di “colpa grave” nei casi di responsabilità per danno erariale e ha ridotto l’ammontare massimo del risarcimento a cui può essere condannato il funzionario pubblico giudicato colpevole. La riforma ha accorciato i tempi per controlli e pareri preventivi della Corte e ha previsto che in alcuni casi la responsabilità possa venire meno, trascorso un certo periodo di tempo.

Nelle intenzioni del governo, la nuova legge dovrebbe rendere più rapide ed efficienti le decisioni degli amministratori e velocizzare gli investimenti pubblici. Non è dello stesso parere il presidente della Corte dei conti piemontese: “L’idea di perseguire il miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa – ha detto Marco Pieroni -, anche sotto il profilo della celerità, attraverso interventi circoscritti al regime della responsabilità erariale o comunque alle funzioni di controllo preventivo o anche consultive della Corte dei conti, di per sé, non può risultare sufficiente a conseguire l’effetto sperato, considerato che obiettivi quali il contrasto al cosiddetto fenomeno della paura della firma debbono e possono essere conseguiti prioritariamente mediante la riduzione della complessità normativa”

Inoltre, ha aggiunto Pieroni, “la non limpida formulazione di molte delle disposizioni introdotte dalla legge” e “l’insoddisfacente tecnica di intarsio normativo impiegato” rischiano “di portare, paradossalmente in una direzione opposta rispetto a quella voluta e auspicata dal legislatore”. Sulla nuova disciplina della Corte dei Conti, ha poi aggiunto, gravano “non impassibili dubbi di legittimità costituzionale”.

L’attività del 2025

L’inaugurazione del nuovo anno giudiziario è stata anche l’occasione per fornire i numeri dell’attività svolta dalla Corte lo scorso anno. Nel 2025 la sezione piemontese dell’organo di controllo ha definito 259 giudizi di contabilità pubblica, 183 di conto, 74 in materia di responsabilità amministrativa e 2 rese di conto. Si registrato un aumento dei giudizi nel settore pensionistico, pari al 23%, e dei conti depositati alla segreteria di sezione: 10.173, in crescita del 14% rispetto al 2024.

In generale, i conti lavorati nel 2025 dalla Corte sono stati 10.378, il 12% di quelli trattati nel 2024. I conti definiti con pronuncia di discarico sono stati 1.082 (il 19% del totale nazionale), 9.113 quelli definiti con pronuncia di estinzione e 183 quelli di conto.

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