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Basket, Milano e Trento conquistano la finale di Coppa Italia

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Spettacolo ed emozioni all’Inalpi Arena, dove oltre 12mila spettatori hanno assistito a due semifinali di Coppa Italia di altissimo livello, tra colpi di scena e finali al cardiopalma. Milano rispetta i pronostici e supera Brescia, ma solo dopo un ultimo quarto in cui alza l’intensità e chiude la partita con cinismo. Trento, invece, domina in avvio, subisce la rimonta di Trieste e si ritrova a giocarsi tutto nei secondi finali, strappando la vittoria con carattere.

Milano soffre, ma manda al tappeto Brescia 

Una semifinale combattuta quella tra Milano e Brescia. L’Olimpia conquista la finale di Coppa Italia 2025 grazie a un ultimo quarto decisivo, chiuso con un parziale di 17-23. Nonostante una Germani sempre in partita e capace di tenere testa alla squadra di Ettore Messina per tutto l’incontro, a pesare sulla sconfitta sono stati gli errori dalla lunga distanza: appena 2/19 da tre. Milano si impone 69-74, diventando così la prima finalista del torneo.

Ad aprire le danze è la tripla di Niccolò Mannion, a cui rispondono poco dopo i due liberi di Nikola Ivanović. L’inizio della partita è però segnato dalla straripante prestazione di Miro Bilan, miglior marcatore fino al terzo quarto con 17 punti. La prima frazione di gioco si chiude in perfetta parità (16-16), con Brescia che, grazie al contributo del centro croato (8 punti, 5 rimbalzi e un assist) riesce ad agganciare Milano nei secondi finali. Nel secondo quarto arriva subito il primo sorpasso della Germani (18-16), a cui rispondono prontamente Shavon Shields – che compie il controsorpasso con una tripla – e Mannion. La partita resta combattuta, con un’Olimpia che esaurisce il bonus falli in entrambe le frazioni del primo tempo, ma riesce comunque ad andare all’intervallo avanti di un punto (33-34).

Il terzo quarto porta invece la firma di Nikola Mirotić, autore del canestro del sorpasso (47-48). I 9 punti dell’ala grande non bastano però a piegare Brescia, che resiste e anzi si porta avanti (52-51), trascinata dagli 8 punti di Maurice Ndour, miglior realizzatore della semifinale con 20 punti complessivi. L’ultimo quarto è ricco di emozioni. Ndour respinge Zach LeDay fuori dalla zona canestro, ma la palla finisce a Stefano Tonut, che allo scadere dei 24 secondi segna un incredibile canestro quasi da metà campo. L’Olimpia tocca anche il +13, ma Brescia non molla. Decisive, nel finale, le giocate di Shields (19 punti), Mirotić (14) e degli italiani Giampaolo Ricci e Diego Flaccadori. Milano vince 69-74 e stacca il pass per la finale.

Le parole degli allenatori

Ettore Messina, allenatore dell’Olimpia Milano, commenta così la partita vinta dalla sua squadra: “Brescia è una squadra forte e ben organizzata. Per tutto il primo tempo non siamo riusciti a trovare la fluidità di gioco in attacco che volevamo, poi abbiamo provato a essere più aggressivi. Questo però è il genere di partite che vinci se riesci a mantenere i nervi saldi, anche quando non riesci a giocare come vorresti”. E in vista della finale aggiunge: “Domani sarà una sfida molto dura. Il tempo per recuperare è pochissimo, quello per preparare la partita, invece, nullo. Rimbalzi e difesa decideranno l’esito della finale”. 

Dall’altra parte, coach Giuseppe Poeta commenta così la sconfitta subìta: “Sono estremamente orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dimostrato incredibile abnegazione. Devo essere sincero però: con 2/19 da tre non puoi vincere con Milano. Per farlo devi fare una partita perfetta. Noi abbiamo fatto una partita perfetta per lunghi tratti di gioco, ma non per tutta la partita e abbiamo pagato il solo punto messo a segno in quattro minuti durante l’ultimo quarto. L’Olimpia è stata cinica come sempre, faccio loro i miei complimenti”. E alla domanda se il tiro da quasi metà campo di Tonut abbia cambiato l’inerzia della partita l’allenatore della Germani risponde: “Con onestà intellettuale dico che con Tortona abbiamo fatto noi un canestro simile e poi abbiamo vinto. Il basket è un gioco fatto di episodi e gli episodi vanno e vengono per tutte le squadre”. 

Montagne russe di emozioni per la seconda semifinale

Semifinale combattutissima quella tra Aquila basket Trento e Pallacanestro Trieste. Un tira e molla continuo tra le due squadre, che viene deciso solo nei secondi finali: dopo 40 minuti di basket ad altissimi livelli, a spuntarla è Trento, che strappa la vittoria per 82-79.

L’Aquila parte fortissima nel primo quarto, staccando subito Trieste. I bianconeri giocano un basket pulito e armonioso, mettendo in mostra tutta l’intesa di una squadra con meccanismi ben oliati: dopo solo tre minuti di gioco coach Christian Jamion è costretto a chiamare il time out per rimettere in carreggiata i suoi. I triestini rimangono a galla grazie alle giocate di Denzel Valentine, ma non basta a contenere il l’attacco di Trento, che continua a bucare le difese con facilità. Il primo quarto termina con Trento saldamente in vantaggio per 23-13, complici anche le otto palle perse dai giocatori di Trieste.

La situazione non cambia nel secondo periodo: Trento continua a macinare ottimo basket, mentre Trieste non riesce a far sentire la propria fisicità e si affida completamente alla regia di Michele Ruzzier e alla creatività di Markel Brown. A peggiorare le cose per i biancorossi arriva il quinto fallo di squadra, che li manda in bonus con più di cinque minuti da giocare. Non siamo nemmeno a metà gara, ma il finale sembra già scritto.

Di colpo, il cambio di passo. Trieste segna un parziale di 13-4, portandosi a soli cinque punti dall’Aquila: la sirena segna la fine del primo tempo, e la partita è di nuovo tutta da giocare.

Inizia il secondo tempo, e con esso sembra scomparire la magia che aveva risollevato Trieste. I ragazzi di coach Jamion aprono il quarto con tre falli consecutivi. Dopo lo shock iniziale, i triestini iniziano una lenta risalita, mettendo in mostra una splendida difesa che crea problemi a Trento, rallentando il giro palla e chiudendo le triple in angolo. Da lì in poi, le due squadre si rispondono canestro su canestro, strappandosi di volta in volta un minimo vantaggio. Entrambe le squadre giocano un basket pulito e preciso: il terzo quarto si chiude sul 59-58 per Trento.

L’ultimo quarto è una battaglia: Trieste perde Valentine, espulso per falli, ma i giocatori di Trento non riescono a capitalizzare in attacco. In più, Ruzzier si rende protagonista di una prestazione offensiva pressoché perfetta, compensando ampiamente l’assenza dell’ex Chicago Bulls. A quattro minuti dalla fine, Trento torna in partita mostrando una splendida intesa guardia-lungo con i pick and roll tra Quinn Ellis e Saliou Niang, a cui Trieste non riesce a rispondere in nessun modo.

Negli ultimi due minuti piovono canestri da entrambi i lati, senza che nessuna delle due squadre riesca a ottenere un vantaggio decisivo. Brown mette in luce tutto il suo atletismo con una schiacciata che sembrerebbe rompere il morale di Trento, ma basta un fallo ingenuo per ribaltare i pronostici. Con meno di quattro secondi da giocare, Trieste tenta la tripla disperata per la vittoria, che però si ferma sul primo ferro. A staccare il biglietto per la finalissima, è Trento.

Ruzzier prova a caricarsi la squadra sulle spalle, le nuove leve di Trento si mettono in mostra

“È stata una partita davvero difficile, siamo partiti bene ma poi ci siamo lasciati recuperare – ha commentato Niang – loro (Trieste, ndr) con Trapani l’avevano vinta negli ultimi minuti, quindi sapevamo che ci saremmo dovuti impegnare al massimo. Ora si pensa a Milano”

Top scorer della serata è Michele Ruzzier, che chiude con 25 punti. Ma la prestazione più impressionante è quella di Quinn Ellis, autore di un’ottima partita che lo porta a flirtare con la tripla doppia: il tabellino segna undici punti, dieci rimbalzi e otto assist per lui. Un ottimo segnale per Trento in ottica campionato, a cui si aggiunge la splendida intesa che il ventunenne britannico ha mostrato con Niang, anche lui appena ventenne.

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