Confindustria Piemonte, export in crescita per il 40% delle imprese

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Nonostante le tempeste geopolitiche e le guerre commerciali, annunciate o combattute, le imprese piemontesi del settore industriale rafforzano la loro internazionalizzazione. Nel 2025 sei imprese su dieci del sistema confindustriale piemontese hanno avuto rapporti abituali con l’estero e ne hanno tratto benefici. Un dato significativo che l’organizzazione degli industriali considera “positivo, soprattutto se si considera il contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dall’imposizione dei dazi statunitensi e dall’ascesa di economie come Cina e India”. Tra le aziende coinvolte nei mercati internazionali, il 40% segnala un aumento dell’export, per il 35,5% le esportazioni sono stabili, solo il restante 24,5% registra un calo.

È il quadro che emerge dalla seconda edizione del Rapporto sull’internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, presentato martedì 28 gennaio, alla UniCredit University di Torino. Lo studio è stato realizzato con il contributo di UniCredit e Audi Rinaldi. A illustrare i risultati è stata Cristina Manara, Responsabile Affari Internazionali di Confindustria Piemonte. Dal punto di vista settoriale, rispetto al 2023 si registrano segnali di miglioramento nei comparti alimentare, chimico e dei trasporti. In tendenza positiva anche il settore del legno, che mostra una crescita inattesa. Al contrario, restano in difficoltà le imprese dei minerali non metalliferi, della gomma-plastica, del tessile-abbigliamento e delle manifatture varie.

L’export continua a rappresentare un elemento centrale per la competitività delle aziende piemontesi. Francia, Germania e Stati Uniti si confermano i principali mercati di riferimento, ma non mancano aperture verso altri Paesi extra-Ue. Tra questi, in ordine di rilevanza, Emirati Arabi, Cina, Giappone, Canada, India e Arabia Saudita. Proprio al rapporto con gli Stati Uniti è stato dedicato un passaggio del videomessaggio inviato dall’ambasciatore d’Italia negli Usa, Marco Peronaci, che ha sottolineato come “crescono i finanziamenti federali e di conseguenza le opportunità di collaborazione per ampliare la presenza e l’attività italiana negli Stati Uniti”.

In questo scenario si inserisce anche l’accordo Ue-Mercosur, considerato strategico dal mondo industriale perché “apre a un bacino di oltre 700 milioni di consumatori e riduce dazi che oggi pesano sulle imprese europee”. Sul tema è intervenuta Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione: “Accordi e diplomazia economica devono essere accompagnati da strumenti finanziari moderni e flessibili”. Confindustria mette a disposizione di imprese e istituzioni, la piattaforma Expand, che permette di individuare con precisione mercati e settori prioritari e mostra un potenziale realizzabile immediato di 87 miliardi. “Serve un’azione coordinata del Sistema Paese, perché solo così l’Italia potrà consolidare la propria presenza nei mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese”, conclude Cimmino.

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