Uno spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini per sradicare stereotipi di genere ancora radicati: è l’obiettivo dello spazio di ascolto “Ci sono anch’io” promosso dall’Asl della città di Torino. “Dalla letteratura sappiamo che gli uomini chiedono aiuto psicologico, arrivano più tardi ai servizi e accedono spesso quando il disagio è già strutturato”, raccontano i promotori. Il progetto è rivolto a uomini di tutte le età che vivono situazioni di sofferenza nelle relazioni familiari e coniugali, uomini che vivono l’esclusione e spesso non trovano luoghi legittimi in cui poter parlare di ciò che stanno attraversando. “Ci sono anch’io” è curato da Monica Agnesone, responsabile della Psicologia Aziendale e Silvia Maria Murdocca, responsabile del Servizio Sociale Aziendale.
L’importanza della prevenzione
Lo spazio punta alla prevenzione: “Contrastare la violenza domestica non significa intervenire solo quando accade qualcosa di grave, ma costruire condizioni di prevenzione nel territorio, intercettando precocemente il disagio e offrendo spazi di ascolto accessibili”. Il percorso individua gli elementi che possono aumentare la possibilità che gli uomini mettano in atto comportamenti violenti nei confronti dei partner. “Quello che blocca gli uomini in genere è dato dallo stereotipo culturale dell’uomo forte, invulnerabile, vincente che li porta ad isolarsi e a non parlare delle proprie frustrazioni neanche con gli amici. Anche nei servizi di aiuto, le loro storie faticano ad emergere”.
Come partecipare al progetto
Il servizio multidisciplinare prevede un ciclo di incontri, in base alla valutazione iniziale, dedicato agli uomini in situazioni che non siano già in una cornice giudiziaria. Per accedere al primo incontro è necessario scrivere alla casella di posta elettronica spazioascolto.uomini@aslcittaditorino.it, indicando un numero di telefono per essere ricontattati.