Chiamparino contro 5 Stelle e Lega: “Inaccettabile stop alla Tav, impediremo che si torni indietro”

condividi

La decisione di 5 Stelle e Lega di “ridiscutere integralmente il progetto” della Torino-Lione ha scatenato l’ira di Sergio Chiamparino. Per il presidente della Regione è “un’inaccettabile penalizzazione per il Piemonte, per Torino e per la logistica del nord ovest: cosa dicono Giovanni Toti e Attilio Fontana?”. Nell’ultima bozza di contratto di governo, la Torino-Lione è una delle parti evidenziate in rosso: vuol dire che si aspetta il via libera finale di Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

A pagina 33 dell’ultimo documento diffuso, si legge che nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia “ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto”. In realtà, un accordo di massima sarebbe stato già trovato, con la bocciatura della Torino-Lione. “Noi ci opporremo in ogni modo per impedire che si torni indietro” rincara la dose Chiamparino. Nell’ultimo documento diffuso ieri, viene rilanciata invece l’idea del terzo Valico, la linea ferroviaria ad alta velocità che collega Genova a Milano, passando per il Piemonte.

La risposta dei No Tav: “Chiamparino fa terrorismo informativo”

Stamattina il movimento No Tav Presidio Europa, durante la presentazione della marcia popolare che si svolgerà sabato 19 maggio da Rosta ad Avigliana in segno di protesta contro la Torino-Lione, ha risposto al presidente Chiamparino: “Fa puro terrorismo informativo quando parla dei due miliardi di penali che l’Italia sarebbe costretta a pagare in caso di blocco dei lavori – spiega Paolo Prieri del movimento- non è affatto vero”.

 

Sulle tre righe in rosso presenti sul contratto di governo, invece, l’atteggiamento è di attesa: “Il verbo sospendere è stato già utilizzato nel 2005, ma poi i lavori sono ripartiti. Ora dobbiamo aspettare gli sviluppi di governo, ma non sarà qualsiasi frase scritta su un foglio a fermarci”. Sull’ipotesi terzo Valico, invece, Presidio Europa si augura che “non sia una merce di scambio per lo stop alla Torino-Lione”.

EMANUELE GRANELLI