Che aria tira a Torino? No2 (ancora) alto, le scuole osservate speciali

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Ancora oltre i limiti soglia la concentrazione di biossido di azoto nell’aria, con particolari criticità in molte scuole. I dati Che aria tira 2022 del comitato Torino Respira restituiscono, per il quarto anno consecutivo, una situazione preoccupante in città per le concentrazioni di NO2, che si confermano oltre i limiti fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dalla legge.

Che aria tira, frutto del monitoraggio fatto a febbraio in 259 punti che toccano tutti i quartieri torinesi, dà un risultato simile a quello dell’anno scorso: 35,10 µg/m3, mentre nel 2021 era di 32,46 µg/m3. A ogni modo, tali concentrazioni sono minori rispetto al biennio 2019-2020. La maggior parte delle emissioni di biossido di azoto provengono dal trasporto su strada (71%), dalla combustione nell’industria (12%) e non industriale (10%).

Credit: Torino Respira

Torino Respira ha anche avviato un monitoraggio in 150 scuole della città, specialmente quelle dell’infanzia e le superiori. I risultati di Che aria tira non sono confortanti, visto che il 99% degli istituti monitorati presenta una concentrazione di biossido di azoto superiore alla soglia di 10 μg/m3 che, secondo l’Oms, è nociva per la salute. In particolare i dati sono pessimi – perché superiori ai 40 μg/m3, in istituti come la scuola primaria Parini (51,05), la secondaria Umberto I (51,04), la scuola dell’infanzia De Panis (48,62). La maggior parte degli istituti che presentano valori sopra il limite si trovano nella zona Nord di Torino, il che conferma, secondo il comitato una correlazione tra disagio sociale e disagio ambientale di quest’area.

Il dato preoccupa anche l’assessora alle politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta: “È evidente che questa alta concentrazione sia dovuta all’abitudine di arrivare in auto davanti alle scuole”. Il primo febbraio, la giunta cittadina ha approvato diversi progetti esecutivi, uno dei quali prevede la realizzazione di dieci aree car free in altrettanti istituti. Tra questi ci sono la scuola dell’infanzia Marc Chagall – tra le dieci “peggiori” secondo il rapporto Che aria tira – e la centralissima scuola San Francesco d’Assisi, ma anche l’istituto comprensivo Leon Battista Alberti. Si attendono atti formali di affidamento per realizzare queste opere. “Non possiamo dare una tempistica esatta, ma questi interventi sono finanziati con i fondi React-Eu (legati al Pnrr, n.d.r.) che quindi dovranno essere spesi e impegnati in poco tempo”, prosegue Foglietta.

Per quanto riguarda l’introduzione del limite dei 30 km/h sulle strade urbane, in particolare i controviali, l’assessora evidenzia che “il nuovo codice della strada prevede l’introduzione di questa soglia, con annessa, nuova cartellonistica stradale. La stiamo aspettando dal ministero dei Trasporti”. Quanto all’ambiziosa candidatura di Torino a città carbon-neutral entro il 2030, aggiunge: “Bisogna fare ancora molto, in tema di trasporti, di incentivi all’uso dei mezzi alternativi all’auto, ma anche di riscaldamento degli immobili, a partire da quelli pubblici”.

Torino Respira punta il dito proprio sul trasporto su strada, chiedendo la limitazione del traffico veicolare. Oltre alla reale introduzione del limite dei 30 km/h nelle strade urbane, esclusi i corsi principali, il comitato auspica anche un abbassamento del limite di velocità in tangenziale, dagli attuali 130 km/h ai 90 km/h.