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Cascina Fossata, l’housing sociale (con orto urbano) che rilancia due quartieri

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Una residenza collettiva, uno spazio aperto alla cittadinanza che vale 18 milioni di euro di investimento. E nasce grazie all’impegno congiunto e il finanziamento di istituzioni e fondazioni bancarie. 

Siamo a Torino Nord, in via Ala di Stura. Siamo al confine tra Borgata Vittoria e Madonna di Campagna. A cinque chilometri dal centro, in una delle periferie a cui l’amministrazione Appendino aveva promesso un cambio radicale, l’inaugurazione di “Cascina Fossata” è una novità importante. E poco importa che il Comune sia solo uno degli attori a cui si deve il progetto e che il progetto prenda il via nel 2014 con la giunta Fassino. Alla fine, conta il risultato.

Il risultato è la nascita di un centro polifunzionale da 140 appartamenti e molti servizi – tra cui un ristorante, un supermercato e uno spazio per la coltivazione orti urbani – : uno spazio di condivisione attento all’ambiente e un intervento di housing sociale che è costato oltre 18 milioni di euro di investimento. 

Il progetto è frutto della collaborazione e dell’impegno congiunto della Cassa depositi e prestiti, del Comune di Torino, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, sotto la regia comune di Investire SGR, la società di gestione del Fondo Abitare Sostenibile Piemonte (FASP).

A inaugurare la nuova struttura di via Ala di Stura, lunedì 25 novembre, c’erano la sindaca Chiara Appendino, il presidente di Compagnia San Paolo Francesco Profumo, il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, e Paola Delmonte, Chief business development di Gruppo Cassa depositi e prestiti. 

Alcune foto della struttura

“Siamo orgogliosi di questo progetto – ha detto Appendino – . Le iniziative nel territorio ci sono. Il difficile è creare il contesto, rilanciare lo spazio urbano. Con Cascina Fossata una serie di soggetti ha pensato di dare un segnale, di ripartire con un modello innovativo” . L’obiettivo è recuperare e restituire alla città un luogo che rischiava di essere abbandonato, puntando anche sulla sostenibilità.  “Ci sono tutti gli ingredienti della vera riqualificazione – ha proseguito la sindaca – : per come lo abbiamo costruito si sta mettendo al centro non solo lo spazio fisico, ma le attività culturali e sensibilità che guardano al futuro”.

Dello stesso avviso Francesco Profumo: “È un modello di grande interesse a cui guardiamo con attenzione per l’impatto che ha sulla vita delle persone”. Il presidente della Compagnia di San Paolo ha sottolineato l’importanza dell’housing sociale: sono iniziative che sempre più spesso vedono la partecipazione delle fondazioni bancarie, nuovi attori forti del welfare di territorio.

Per il presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia in Piemonte “ci sono tante fondazioni e molte possibilità di collaborazione: gli strumenti necessari per favorire lo sviluppo di questi progetti. Da diversi anni siamo abituati a ragionare in termini di “noi”, di un insieme: un modo per seguire le indicazioni contenute nell’Agenda 2030 dell’ONU “.

A festeggiare la nuova struttura c’era anche il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, ” questo nuovo progetto porta con sé l’obiettivo del recupero verde, della riqualificazione del territorio”. Una svolta importante, in aree finora dominate dal cemento: “Grazie allo spazio necessario alla coltivazione degli orti urbani – ha sottolineato Petrini – sarà possibile favorire una riduzione delle emissioni di CO2”. 

 

RICCARDO PIERONI
 FRANCESCA SORRENTINO