Casa Ail riapre dopo il restauro: “Ospitalità e aggregazione”

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Restauro dopo restauro, Casa Ail è sempre più accogliente. Oggi la struttura di via Nizza 24 ha riaperto le porte dopo il rinnovo dei propri spazi, che dal 2015 ospitano gratuitamente pazienti affetti da malattie onco-ematologici – insieme ai loro familiari – durante le lunghe terapie a cui sono sottoposti. “La nostra non è solo ospitalità, ma aggregazione”, afferma la presidente di Ail Torino, Federica Galleano

L’intervento coordinato dagli architetti cuneesi Francesco Bagnasco e Davide Maraffino ha permesso di “regalare a ogni stanza un bagno privato e di spezzare l’effetto corridoio” nonostante, come spiegano gli architetti, abbia dovuto affrontare i problemi tecnici legati alla “storicità della ambiente”.

L’immobile è infatti di proprietà della congregazione religiosa Figlie della carità San Vincenzo de Paoli, che dal 16 settembre 2015 l’ha concesso ad Ail Torino in comodato gratuito. Inoltre, tra gli altri interventi, sono stati rinnovati i colori delle pareti, “per favorire l’idea di convivialità e condivisione” e, per tutelare gli ospiti dalle temperature estive, sono stati introdotti degli impianti di ventilazione e delle batterie di raffrescamento in ogni camera. 

La mappa di Casa Ail distingue sei camere private, i rispettivi bagni, la zona giorno, il corridoio e il terrazzo comune, ma potrebbe arrivare presto uno spazio extra: “Abbiamo in progetto di realizzare una sala fitness e di restaurare il terrazzo. Siamo fiduciosi di reperire le risorse necessarie”, dice la presidente. Risorse che arrivano da donazioni private, 5×1000 e campagne di autofinanziamento portate nelle piazze dai volontari. 

“In un tempo terribile, di notizie drammatiche giornaliere, tutto quello che evoca speranza, cura e solidarietà è fondamentale. Casa Ail ha anche un significato simbolico. La rete socio-sanitaria di case di ospitalità rende Torino unica”, dice l’assessore comunale alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli.

Lunedì 16 marzo è stato inaugurato il 22esimo alloggio di Casa Amica, un altro esempio di accoglienza di pazienti in cura. Rosatelli annuncia anche un’altra novità: l’avvio di un tavolo cittadino permanente sulla donazione di organi, cellule e tessuti, “che mette insieme prestazione, disponibilità, generosità e prevenzione”.

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