Assuefazione e inevitabilismo, come smascherare la retorica delle Big Tech

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Primeiro estranha-se, depois entranha-se, ovvero prima ti stupisce, poi ti entra nelle viscere. Secondo Margarida Silva, ricercatrice esperta di Big Tech del centro di studi olandese Somo, l’espressione coniata nel 1925 dal poeta Fernando Pessoa per lanciare la Coca-Cola nel mercato portoghese sintetizza il modus operandi dei giganti della Silicon Valley. Assuefatti e persuasi che non esistano alternative, aderiamo passivamente alla narrazione egemonica delle Big Tech, da Google a Meta. Smascherare la strategia che adottano per mettere radici nei media e in ogni angolo della realtà onlife è sempre più difficile.

Eppure, come sosteneva la sociologa Shoshana Zuboff nel suo classico Il capitalismo della sorveglianza, l’inevitabilismo propugnato dagli oligarchi della Silicon Valley è una cornice culturale che va compresa, smontata e rigettata: il nostro futuro digitale non è già segnato, immaginare un’alternativa è possibile. Ne abbiamo parlato con Margarida Silva, protagonista dell’incontro Uncovering Big Tech’s sphere of influence, al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.


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