Resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina. Sono i reati contestati a tredici militanti antagonisti per cui questa mattina, venerdì 9 gennaio, la polizia di Torino ha emesso un provvedimento cautelare: l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla P.G., in aggiunta all’obbligo di dimora a Torino con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione dalle 19.30 alle 7.30.
Gli episodi che hanno portato alle misure cautelari sono quattro. Il primo risale al 13 novembre del 2024, quando – secondo quanto riporta la Questura di Torino – un gruppo di circa settanta manifestanti ha fatto irruzione all’interno della Leonardo bloccando l’accesso allo stabilimento, imbrattando e danneggiando alcuni padiglioni. Non solo. Alcuni di loro sono anche entrati negli uffici impedendo ai dipendenti di lavorare. Non sarebbe bastato l’intervento del personale di vigilanza e degli agenti della Digos, spintonati e colpiti dai militanti.
Il secondo fa riferimento a quando il 15 novembre 2024, in occasione della Giornata nazionale dello studente, circa 700 manifestanti non hanno rispettato le prescrizioni del questore e si sono diretti verso la prefettura, scagliando oggetti contro gli agenti schierati. Dopodiché, parte di loro si è diretta verso la Mole e ha fatto irruzione nell’edificio e rimosso le bandiere dell’Unione europea, dell’Italia e del Comune.
Gli altri fatti contestati risalgono al 29 novembre e al 13 dicembre del 2024, quando, nell’ordine, si sono verificati disordini e scontri con le forze dell’ordine durante lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil e un corteo studentesco pro Palestina.