Ancora cassa integrazione per la Primotecs di Avigliana

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Ancora un anno di cassa integrazione. È quanto hanno ottenuto i rappresentanti dei lavoratori della Primotecs di Avigliana, che ieri martedì 27 gennaio hanno avuto un tavolo di confronto con l’azienda e le istituzioni regionali. Al centro dell’incontro c’era la decisione di Mutares, fondo di investimento tedesco proprietario di Primotecs, di chiudere lo stabilimento di Avigliana a giugno 2026. L’azienda valsusina è specializzata nella lavorazione dell’acciaio per l’indotto Fiat: durante gli anni ’90 occupava circa mille dipendenti, ma il numero è costantemente calato negli ultimi cinquant’anni.

Oggi Mutares ha accettato di avviare la procedura per richiedere l’attivazione della cassa integrazione “per area di crisi complessa”, una speciale misura che permetterà di rimandare la chiusura al 2027. “Non è una soluzione – spiega Pino Lo Gioco di Fiom Torino – ma un modo per guadagnare tempo mentre si cercano risposte alternative”. Due le strade da percorrere: ricollocare gli attuali 157 dipendenti in altri settori o trovare un compratore interessato a rilevare Primotecs. Una possibilità, quest’ultima, in cui quasi nessuno sembra credere. “Lo stabilimento è vecchio, così come i macchinari. Il valore di quella fabbrica sono i suoi dipendenti”, sottolinea Lo Gioco.

Uomini e donne che ieri si sono radunati fuori dal grattacielo della Regione mentre all’interno si svolgevano i colloqui. In più di cento tra dipendenti ed ex Primotecs sono rimasti oltre tre ore al freddo di piazza Piemonte, in attesa di ricevere qualche notizia sul proprio futuro.  La maggior parte di loro ha più di cinquant’anni. Non riesce a immaginarsi un futuro lavorativo in cui ricominciare da capo. Ci sono anche alcuni giovani, assunti da pochi anni. Per tutti, la richiesta è solo una: lasciateci lavorare.

“Da sette anni abbiamo rinunciato a soldi e bonus per aiutare l’azienda, che oggi non solo ci vuole lasciare a casa ma addirittura ci ricatta”, commenta Fabio Ceresa, da 26 anni nello stabilimento di Avigliana. “Nel 2019 abbiamo firmato un accordo con l’azienda dove accettavamo di rinunciare a quattordicesima, alla percentuale di maggiorazione dei turni, al premio produzione e ad altri benefit – spiega sempre Ceresa – . In cambio, l’azienda si impegnava a investire per rilanciare la produzione. Abbiamo accettato perché consapevoli del momento di crisi del settore, ma non ci aspettavamo questo trattamento”. Subito lo raggiungono altri colleghi che confermano il racconto: secondo loro, pratiche come questa sarebbero comunemente utilizzate da Mutares.

Ad aspettare sotto il palazzo della Regione c’erano anche l’ex sindaca di Torino e deputata del Movimento 5 stelle Chiara Appendino, insieme alle consigliere regionali Sarah Disabato (M5s) ed Elena Pompeo (Pd). Entrambe le consigliere hanno chiesto di partecipare al tavolo di confronto, senza successo. Una scelta che definiscono “probabilmente motivata da ragioni tecniche, ma che segna comunque un’occasione persa per pensare insieme il futuro dell’azienda e di tutto l’indotto Stellantis”. Eventuale commento Disabato e Pompeo per cassa integr. Speciale

All’incontro erano invece presenti i sindaci di Avigliana e Buttigliera alta, Andrea Archinà e Alfredo CImarella, che si sono detti disposti, come misura estrema, a fare rete con altre imprese della Valle per tentare di ricollocare almeno una parte dei dipendenti Primotecs.

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