A Torino nuovi spazi per i senza dimora, ma per gli operatori sociali è tardi

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La sicurezza dei dormitori per senza dimora è sotto osservazione da metà marzo, per la carenza di guanti e mascherine per gli operatori e i rischi sovraffollamento. Un rischio denunciato fin dai primi giorni dalla Fio.PSD, Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, con comunicazioni ai Comuni, alle Regioni e all’Unità di crisi nazionale. A Torino, poco dopo la metà di marzo sono stati segnalati i primi casi di contagio da Coronavirus tra i senzatetto ospiti di alcune strutture torinesi. E il caso di via Reiss Romoli ha spinto la vicesindaca e assessora alle Politiche Sociali, Sonia Schellino, a intervenire in sede di Consiglio comunale il 6 aprile scorso.

Oggi, la Giunta di assessori della sindaca Chiara Appendino ha approvato un protocollo d’intesa tra Città di Torino, Prefettura, Regione Piemonte, Unità di crisi e cooperative. Saranno finalmente rimodulati gli spazi e attivate altre strutture già esistenti, allo scopo di favorire il distanziamento sociale, ampliando nel contempo l’orario di apertura a 24 ore.

Il testo deve essere ancora siglato (nei prossimi giorni, si legge in una nota della vicesindaca Schellino) e coinvolge, oltre agli enti citati, le cooperative Frassati, Valdocco, Isola di Ariel e Alfieri. Con questo protocollo si indicano, dunque, nuovi spazi di ospitalità temporanea e si ridefiniscono le caratteristiche dei dormitori esistenti. Sono stati così recuperati altri 129 posti letto che saranno affidati alla cura delle cooperative, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

Venti posti saranno riservati alle persone risultate positive al Covid-19, anche dimesse dagli ospedali, presso una struttura di via San Marino attualmente inutilizzata, gestita dalla cooperativa Frassati e a carico della Regione Piemonte. Gli altri posti sono destinati all’isolamento domiciliare: 35 gestiti dalla cooperativa Frassati, 37 dalla Valdocco. Entrambe le strutture avranno copertura di servizio 24h a carico della Città. Altri 17 posti saranno gestiti dalla cooperativa Alfieri e 20 dall’Isola di Ariel, grazie al contributo della Regione Piemonte. L’impegno di spesa complessivo massimo per la Città di Torino è di 450mila euro, mentre la Regione contribuisce al piano con circa 220mila euro. I progetti così attivati, con scadenza al 30 giugno 2020, potranno essere prorogati al 31 luglio, data di scadenza del periodo di emergenza indicata dalla Presidenza del Consiglio.

 

Fio.PSD: “Un provvedimento tardivo”

“Ci aspettiamo e speriamo che le cose vengano fatte riconoscendo dignità alle persone senza dimora. Ma registriamo il fatto che questo sia un intervento un po’ tardivo” – commenta Agnese Ciulla della segreteria nazionale fio.PSD. “Speriamo – aggiunge – che questa nuova opportunità dia risposte veloci. Bisogna fare i tamponi, dare risposte celeri, riconoscere il distanziamento sociale, ma tutto deve essere fatto in maniera rapida”.

L’auspicio della Federazione fio.PSD è che dall’emergenza si passi a un vero progetto duraturo nel tempo. “A fronte dell’emergenza ci auguriamo che si possa fare tesoro di questa esperienza per trasformare il tutto in un progetto di autonomia delle persone senza dimora, partendo dalla garanzia del diritto alla salute”.

NICOLA TEOFILO