A Palazzo Barolo le macchine di Leonardo

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Il volo, la guerra, l’ingegneria civile, l’idraulica, la meccanica e l’anatomia: sono questi i grandi temi che hanno acceso la curiosità e il genio di Leonardo da Vinci. Oggi è possibile, fino al 14 febbraio 2027, riscoprirli passeggiando tra le sale di Palazzo Barolo con la mostra Le Macchine funzionanti di Leonardo da Vinci.

Oltre cinquanta modelli funzionanti, fedelmente ricostruiti a partire dai Codici vinciani, sono visibili e vivibili dai visitatori grazie alle mani sapienti di Paolo Tarchiani, curatore della mostra e costruttore delle macchine, e i suoi collaboratori. L’esposizione si avvale della collaborazione scientifica della professoressa Sara Taglialagamba, direttrice del Centre “Armand Hammer” per gli Studi su Leonardo presso l’Università della California, tra le massime studiose a livello internazionale delle questioni leonardesche.

I modelli sono stati realizzati interamente a mano “con legni pregiati come il rovere e il castagno, scelti per garantire qualità, solidità e valore estetico”. Una lavorazione artigianale che “vuole rendere omaggio al genio universale di Leonardo, attraverso opere curate nei dettagli e all’altezza della sua grandezza”, ha dichiarato Tarchiani.

Nulla è lasciato al caso, la scelta espositiva negli ambienti storici del palazzo di via delle Orfane è legato a un’esperienza di vita di Leonardo: “Durante il suo soggiorno milanese, negli anni in cui dipingeva l’Ultima Cena, gli fu donata una vigna – e continua il curatore – a Torino, inoltre, si conserva un patrimonio leonardesco di straordinaria importanza, come i disegni custoditi alla Biblioteca Reale e il celebre Codice sul volo degli uccelli. Tutti elementi che rendono naturale e significativo ospitare qui questa esposizione”.

Tra le macchine più affascinanti compaiono la vite aerea che prefigura l’elicottero moderno, il paracadute, il ponte girevole, la sega idraulica, il prototipo di carro armato, il battello a pale, il cuscinetto a sfera e l’elemento a catena che ancora oggi anima le biciclette. Oggetti spettacolari non solo per la loro presenza fisica, ma per ciò che evocano: intuizioni nate nella penombra della bottega e destinate, secoli dopo, a incidere profondamente sulla forma del mondo.
Ogni modello è realizzato secondo rigorosi criteri di fedeltà storica. La lavorazione è interamente artigianale, con materiali d’epoca – legno, cotone, ottone, ferro, corda – mentre l’elaborazione tecnica si avvale di strumenti informatici per calcolare proporzioni e meccanismi con precisione assoluta.

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