“Rimettere al centro il lavoro significa indicare un nuovo modello di società, dove il mercato non è la priorità, ma lo sono comunità e giustizia sociale”. A dirlo è Maurizio Landini, in un incontro organizzato a Torino il 2 marzo. Oltre al segretario nazionale della Cgil, sul palco della sede di via Pedrotti c’è la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Il dibattito, moderato da Valentina Conte, giornalista di La Repubblica, tocca diversi aspetti vicini al sindacato e al Pd.
Primi fra tutti, i numeri diffusi dall’Istat sui risultati di Pil e conti pubblici italiani del 2025. Secondo i calcoli dell’Istituto di statistica, la discesa del deficit nel 2025 si è fermata al 3,1 per cento senza arrivare al 3 per cento che era stato indicato a ottobre nell’ultimo programma di finanza pubblica. A metà novembre, il governo e i tecnici della Commissione Ue avevano ipotizzato un disavanzo del 2,98 per cento per l’Italia. “È l’ennesima dimostrazione – commenta Landini -, che il mercato da solo ci sta portando a sbattere”. È lo spunto per parlare delle politiche industriali del governo, assenti a detta di Schlein e Landini.
“Ci è arrivata oggi la notizia della morte di un operaio di 36 anni che lavorava all’Ilva di Taranto – dice Landini -, il secondo del 2026. Da anni abbiamo una richiesta precisa: se vogliamo mantenere il profilo manifatturiero del Paese e sostenere questo tipo di industria, c’è bisogno che lo Stato entri nella gestione e che abbia in mano la maggioranza dell’Ilva”.

“Sono tante le cose su cui dobbiamo lavorare per poter fare la differenza”, spiega Schlein: “Dobbiamo mettere immediatamente un limite al lavoro precario e continuare a parlare del salario minimo”. Il segretario della Cgil riporta l’attenzione anche al tema dei rider, che “sono esclusi dalla possibilità di avere un contratto nazionale”.
Elly Schlein, poi, ricorda il problema della cassa integrazione. In Italia nel 2025 le aziende hanno chiesto all’Inps 559 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 10,45 per cento rispetto alle richieste arrivate nel 2024. Torino è la regione italiana più cassaintegrata, con oltre 39 milioni di ore richieste. Tra le cause, la crisi del settore dell’automotive. Secondo Schlein, su questo “c’è lo spazio per fare una battaglia europea. Serve un fondo europeo che con i giusti incentivi possa sostenere l’acquisto di materiali europei”. Per salvare l’industria europea, quindi, “abbiamo bisogno di investimenti europei e di un’autonomia strategica”. Nel clima di aggressività bellica del periodo – conclude la segretaria del Pd – “bisogna superare l’unanimità e passare all’Europa federale”.