Infrastrutture: luci e ombre sui lavori in Piemonte, arranca la metro di Torino

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“Siamo indietro”, ammette il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Trenta miliardi per le infrastrutture piemontesi da completare entro il 2033, ma i lavori arrancano. Nel 2025 l’Osservatorio territoriale infrastrutture del Piemonte ha monitorato 71 opere. Di queste, solo 31 risultano in linea con il programma. Ventidue hanno subito un ritardo nell’ultimo anno, tra queste la linea 1 della metropolitana di Torino e il passante ferroviario.

“Sulla metro 1 stiamo andando avanti con difficoltà: è un peccato, perché siamo all’80 per cento dei lavori svolti”, dice Bernardino Chiaia, commissario straordinario per la realizzazione della metro 2 Torino. “Per quanto riguarda la metro 2, inizieranno nelle prossime settimane le misurazioni ambientali”. Nel frattempo, è stato realizzato un bando di architettura vinto dallo studio olandese Van Berkel, “che si occuperà di realizzare stazioni innovative ed esteticamente piacevoli”.

Nove opere (quattro in più rispetto allo scorso anno) sono in grave ritardo: tra queste, l’interconnessione con l’Alta velocità di Chivasso e la tangenziale di Cuneo. Le altre problematiche riguardano l’autostrada ferroviaria alpina e la ferrovia Novara-Malpensa-Seregno per cui sono state attivate iniziative di funding per il reperimento di 87 milioni. Ritardi anche per la statale del Sempione, le varianti Castell’Alfero e Calliano, la statale 232 Cossato-Mottalciata per l’adeguamento e la connessione con la A4 e la bretella autostradale Predosa-Carcare-Albenga.

È presente anche la categoria di quelle infrastrutture che sono in “fase di proposta progettuale in stand by”, come i sottopassi Maroncelli e Spezia a Torino. In totale sono sette.

Buone notizie arrivano dal numero di opere completate e dalle previsioni per il 2026. Nel 2025 ne sono state concluse diverse, tra cui il traforo autostradale del Frejus e l’autostrada A33 Asti-Cuneo.

Il progetto Oti è un osservatorio sulle infrastrutture per l’analisi, il confronto, il dibattito, il monitoraggio e la valutazione dei programmi infrastrutturali ritenuti strategici per il Piemonte. L’osservatorio è realizzato da Confindustria Piemonte e Unioncamere Piemonte. Le opere monitorate nel rapporto 2026 sono state scelte in base alla loro rilevanza strategica nel contesto europeo, nazionale e regionale.

Tra le opere segnate con il “semaforo verde” c’è l’asse ferroviario Torino-Lione. “L’orizzonte 2033 ci sembra percorribile per la Tav”, dice Marco Gay, presidente Unione industriali Torino, durante la conferenza di presentazione del rapporto Oti 2026. “Sono necessari – continua -, investimenti che rendano la Torino-Lione uno snodo fondamentale della linea Milano-Parigi”.  Anche Enrico Bussalino, assessore alla Logistica e alle Infrastrutture strategiche della regione Piemonte, ricorda l’importanza del “Corridoio mediterraneo, un asse strategico Ten-t di 3mila chilometri, che unisce la Spagna all’Europa orientale, passando per Torino”. Per il tratto che passerà in Piemonte, l’assessore ha annunciato che a breve convocherà “tutti gli enti locali per ascoltare la cittadinanza, istituendo un tavolo di ascolto”.

Le opere concluse, invece, sono sette. Tra le principali, a luglio 2025 è stata portata a termine la seconda canna Italia-Francia del traforo autostradale del Frejus, come anche l’autostrada A33 Asti-Cuneo.

Paola Malabaila, presidente della commissione infrastrutture e urbanistica di Confindustria Piemonte e presidente Ance Piemonte e Valle d’Aosta, precisa che “il Pil della Regione regge questi investimenti, ha misurato un +2,9 per cento rispetto al 2024”. “Il traguardo del 2033 – continua Malabaila -, porterà un totale di 30 miliardi di euro che ricadono su tutto il territorio”. Le opere che verranno concluse entro il 2026 sono 15, per un valore di spesa complessivo di 1,12 miliardi di euro. Le opere in grave ritardo, specifica la presidente, “sono accomunate da una mancata copertura finanziaria”.

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