Cresce la produzione manifatturiera piemontese: +1,4 per cento nel 2025

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L’industria piemontese cresce. Nel quarto trimestre del 2025 è stato registrato un aumento della produzione manifatturiera del 3,5 per cento, per un risultato complessivo annuo di +1,4 per cento. A rivelarlo è la 217° Indagine congiunturale sull’industria regionale condotta da Unioncamere Piemonte in collaborazione con le Camere di commercio provinciali. Sono state coinvolte nel sondaggio circa 1700 imprese di ogni dimensione che impiegano in totale oltre 85mila addetti, con un fatturato di 53 miliardi di euro.

I dati sono incoraggianti. Se, infatti, nel 2024 erano state registrate contrazioni in tutti e quattro i trimestri – con cali tra il -0,4 e il -1,1 per cento -, l’anno passato si è chiuso solo con indicatori positivi: gli ordinativi totali sono cresciuti del 5,8 per cento, il fatturato totale di due punti percentuali. Non solo. È importante sottolineare anche che la crescita della produzione manifatturiera è stata piuttosto omogenea a livello regionale. Eccezion fatta per il Verbano-Cusio-Ossola, Asti e Alessandria – che hanno presentato lievi flessioni rispettivamente dello 0,4, 0,6 e 0,2 per cento -, nel quarto trimestre tutte le province hanno registrato aumenti significativi, con in testa Torino (+6,4 per cento) e Vercelli (+5,2 per cento).

A trainare la crescita sono stati in particolare quattro settori che stanno assumendo un ruolo di primo piano nella filiera industriale piemontese: elettricità ed elettronica, mezzi di trasporto, agroalimentare e aerospazio, che ha registrato, negli ultimi tre mesi del 2025, una crescita record del 27,6 per cento. L’auto è rimasta stabile, mentre il settore della chimica plastica ha subito una lieve flessione (-0,5 per cento).

L’assessore regionale al Bilancio, Andrea Tronzano, ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti: “Il nostro obiettivo è creare l’ambiente ideale perché l’impresa cresca. Dobbiamo dare fiducia agli imprenditori, e lo stiamo facendo lavorando di sistema. Per quanto riguarda l’aerospazio, che è stata l’intuizione migliore che il Piemonte ha avuto dal 2019 in poi, è possibile notare che le grandi imprese coinvolgono la filiera e disegnano le traiettorie e, se le piccole e medie imprese riescono a seguirle, creano occupazione e profitto. Noi, come Regione, dobbiamo dare il supporto perché le piccole e medie imprese continuino a crescere, e dobbiamo farlo grazie ai fondi europei”. Ma non basta. Secondo Tronzano, è necessario “riportare la voglia di fare impresa: dobbiamo creare gli imprenditori di domani e questo risultato si ottiene facendo in modo che l’industria sia amata. Al tempo stesso, bisogna fare amare anche il lavoro manuale. Infine, è cruciale l’accompagnamento all’estero delle imprese: dobbiamo fare in modo che le piccole e medie imprese che vogliono affacciarsi sui mercati esteri abbiano la capacità per farlo e siano supportate nel modo giusto. Faremo una missione in Canada e stiamo valutando se andare in India o provare ad andare verso Singapore e Corea”.

Alla prestazione positiva dell’industria piemontese nel quarto trimestre hanno contribuito in modo particolare le grandi imprese, che hanno mostrato una crescita dell’8,4 per cento rispetto al quarto trimestre del 2024, risultato nettamente superiore a quello delle aziende micro (+3,9 per cento), piccole (+1,1 per cento) e medie (+1,7 per cento).

I dati rilevati, secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, “sono positivi. L’industria piemontese si è dimostrata reattiva: sta reagendo a scossoni geopolitici non indifferenti, come la politica di dazi aggressiva e la forte competitività anche all’interno dei confini. Il dinamismo rilevato ci spinge, come Camere di commercio, a intensificare il nostro impegno al fianco delle aziende, per accelerare quei processi di innovazione e transizione che sono il vero motore della competitività”. Cipolletta ha dichiarato anche che Unioncamere si impegnerà anche “per colmare il mismatch delle competenze in un periodo di fermento, dove le imprese cercano nuovi ambiti di applicazione e nuove soluzioni di offerta e di prodotto. In questo ambito stiamo lavorando su tutti i livelli, dall’alta formazione che sulla formazione più tecnica e professionale. In questo quadro, un ruolo fondamentale lo deve esercitare il sistema bancario, perché le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, abbiano un sostegno finanziario”. E, infatti, oltre a Cipolletta e Tronzano, alla presentazione del report sulla congiuntura manifatturiera piemontese, che ha avuto luogo questa mattina, mercoledì 25 febbraio, erano presenti anche Paola Garibotti, regional manager Nord-Ovest di Unicredit, e Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo.

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