La Stampa sciopera: che cosa sta succedendo al gruppo Gedi

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Domani, 26 febbraio, il giornale La Stampa non sarà in edicola e oggi, 25 febbraio, il sito non verrà aggiornato. Tutte le componenti della redazione sono ferme. La proclamazione è firmata congiuntamente dal Comitato di redazione e dalle Rsu. Oggi, dalle 11 alle 13, verrà organizzato un presidio a Torino in piazza Palazzo di Città. A Roma è prevista una mobilitazione con un incontro in sala stampa alla Camera alle 10 e a seguire presidio all’esterno di Montecitorio.

A dicembre 2025 Gedi gruppo editoriale, controllato dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann, ha comunicato di essere impegnato in una negoziazione esclusiva con il gruppo greco Antenna per la vendita delle sue principali attività editoriali, incluso il quotidiano La Repubblica. L’offerta per l’acquisto sarebbe stato di circa 120-140 milioni di euro e includeva anche marchi digitali e radiofonici. Il gruppo greco ha fatto sapere da subito di non essere interessato a La Stampa, che quindi avrebbe dovuto essere venduta separatamente.

La proprietà ha detto al cdr della Stampa che ci sono varie “interlocuzioni” in corso per decidere chi potrebbe acquistare il giornale. Per un breve periodo l’ipotesi sembrava quella di un’offerta in arrivo dal gruppo Nem, società creata da un gruppo di imprenditori veneti, che nel 2023 aveva già acquistato da Gedi un gruppo di quotidiani del nord est: Il Mattino di PadovaLa Tribuna di TrevisoLa Nuova Venezia, Il Corriere delle Alpi, il Messaggero Veneto di Udine, Il Piccolo di Trieste, oltre al sito Il Nord Est Economia. Alla redazione non era stato comunicato il valore dell’operazione, che poi è sfumata.
Il 20 gennaio Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione di La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae (Sapere aude editori).

Il comunicato di proclamazione dello sciopero recita: “giornaliste e giornalisti, lavoratrici e lavoratori, collaboratrici e collaboratori chiedono all’azienda di rispondere, una volta e per tutte, alle indiscrezioni che hanno alimentato e continuano ad alimentare confusione e incertezza sul futuro del nostro giornale. Da mesi lavoratrici e lavoratori vivono una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita”. Giornalisti e giornaliste chiedono delle risposte e di sapere “la data di conclusione della due diligence con il gruppo Sae e la composizione della cordata acquirente”.

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