Nove Coppe Italia in bacheca. Nessuno come loro: l’Olimpia Milano batte la Bertram Tortona nella finale della Coppa Italia Lba 2026 e supera la Virtus Bologna, ferma a quota otto, diventando la squadra italiana più vincente di sempre nella competizione. Lo fa al termine di una partita che sulla carta doveva essere unidirezionale, ma nella realtà si è trasformata in un giro sulle montagne russe.
Una Final Eight, quella del 2026, che ha regalato altri due record. Primo, il numero di spettatori: sono stati 12.600 i tifosi che hanno riempito gli spalti dell’Inalpi per la finale 2026, che diventa la più seguita di sempre. Secondo, i fondi raccolti per l’Istituto oncologico di Candiolo grazie all’iniziativa “Una tripla per Candiolo”, che quest’anno toccano quota 14.200 euro.
EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Bertram Derthona Tortona 85-77
La finale si apre sulla scia dei pronostici, che davano Milano nettamente favorita. I lombardi partono forte, soprattutto in difesa, dove giocano un pressing asfissiante a tutto campo. La lettura di coach Giuseppe Poeta si rivela azzeccata: Derthona fa fatica a far girare la palla e subisce la pressione dell’Olimpia, che piazza un parziale di 10-2. Tortona prova ad affidarsi all’estro dei singoli, con i canestri di Christian Vital che restituiscono un po’ di fiducia ai piemontesi. Ma puntare sul talento individuale è una scommessa pericolosa, in particolare contro una squadra ricca di talento come l’Armani. È proprio l’ingresso di Armoni Brooks, che a fine serata si porta a casa il trofeo di Miglior giocatore, a permettere a Milano di scavare il solco: +17 a meno di due minuti dalla fine del quarto.
Questa Derthona, però, è la stessa squadra che in semifinale è riuscita a superare la Virtus Bologna, altra storica corazzata del basket italiano. E, infatti, nel secondo quarto la musica inizia a cambiare. Spronati dai numerosi tifosi accorsi a sostenerli, i giocatori di coach Mario Fioretti riducono la distanza con l’Olimpia, affidandosi alle triple di Prentiss Hubb. Soprattutto, si inverte completamente il ritmo in difesa. Ora è la Bertram che fa valere la sua fisicità: i bianconeri corrono, saltano e anticipano i passaggi come se avessero una marcia in più. Risultato? Otto palloni recuperati e trasformati in facili punti in contropiede, dopo che Milano era riuscita a chiudere il primo periodo senza palle perse, e parziale di 14-0. Il time out chiamato da coach Poeta non risolve la situazione: quando la sirena annuncia la fine del primo tempo, il tabellone segna 47-45 per l’Olimpia. La partita è ufficialmente riaperta.
La pressione è tanta per entrambe le squadre, che nel terzo quarto faticano a trovare la via del canestro. Bisogna aspettare il terzo minuto di gioco per vedere un canestro: Justin Gorham segna col fallo dalla media. Pareggio, poi segna il libero supplementare ed è sorpasso Derthona. I giocatori dell’Armani accusano il colpo e sembrano perdere lucidità, oltre che i palloni, ora a quota 13. Tanti errori su entrambe le metà campo, con i bianconeri sempre più in forma. D’altronde, non è difficile capire per chi faccia il tifo la maggior parte del pubblico: quando Hubb segna la tripla del +6, l’Inalpi esplode in un boato di gioia. Negli ultimi minuti i motori si raffreddano leggermente, ma a fine quarto è comunque Tortona a condurre per 62-59.
L’ultimo quarto è una battaglia. I giocatori vogliono il trofeo. Attacco, difesa, rimbalzi: tutti in campo danno il massimo. In questi casi, spesso, il puro talento a fare la differenza. Questa partitaa non fa eccezione: Brooks, mattatore del torneo, mette un paio di canestri che cambiano il ritmo dello scontro, tra cui una tripla dalla parabola altissima proprio in faccia a Gorham. È qui che la Bertram inizia, lentamente, a cedere. Coach Fioretti può contare ancora sulla superiorità in attacco e si affida all’estro delle sue guardie per provare a rientrare in partita. Ma le triple di Gorham e Hubb si infrangono sul ferro, insieme alle speranze di Tortona. Milano soffre e si spaventa ma, alla fine, vince 85-77.
“Quando si tratta di una finale persa, arriva sempre il momento del pianto – ha commentato coach Fioretti al termine della sfida -. Ma penso che i complimenti ai giocatori siano d’obbligo, abbiamo giocato una Coppa Italia di ottimo livello. Anche contro una squadra come Milano, che nel suo arsenale ha qualche arma in più di noi, abbiamo avuto il carattere per dirigere la partita”.
I complimenti alla Bertram arrivano anche da coach Poeta, che in conferenza stampa spende poi parole al miele per la forza mentale dei suoi giocatori. “Passare da essere sopra di 17 a perdere di 6 è una batosta mentale non da poco – ha commentato il tecnico dell’Olimpia -. Sono fiero di come abbiamo reagito, spero davvero che riusciremo a mantenere questa mentalità per il resto del Campionato e a portarcela anche in Eurolega”.