Torino prova a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella corsa globale all’Intelligenza artificiale. E lo fa partendo da uno dei suoi luoghi simbolo della trasformazione industriale: le Ogr Torino, dove durante il primo Forum nazionale dedicato all’Ai per i sistemi produttivi, è stato presentato un progetto che punta a coniugare innovazione tecnologica, industria e visione strategica nazionale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria (AI4I), che ha illustrato il proprio Piano strategico 2026-2030 con un obiettivo ambizioso: costruire una “via italiana” all’Ai, capace di attrarre investimenti, rafforzare la competitività delle imprese e mantenere una chiara impronta umana nello sviluppo delle tecnologie.
Il progetto – illustrato dal presidente di AI4I Fabio Pammolli insieme al presidente del comitato scientifico Marco Pavone – punta a trasformare l’Ia da ambito sperimentale a leva strutturale delle imprese italiane. Nel piano sono previsti 10 laboratori di ricerca nelle aree chiave dell’automazione avanzata, della robotica, dei sistemi autonomi, dell’ottimizzazione di prodotti e processi, del software e della cybersecurity, con l’obiettivo di arrivare a circa 30 unità operative nei prossimi anni. Una componente centrale è la Ai Foundry, piattaforma dotata di capacità di calcolo avanzate e infrastrutture tecnologiche, che sarà potenziata entro il 2026 e integrata nel percorso europeo delle cosiddette “Gigafactory” nel 2027.
Accanto ad AI4I, nel progetto sono coinvolti attori chiave del territorio come la Fondazione Crt, che negli anni ha sostenuto la trasformazione delle Ogr in hub dell’innovazione, contribuendo a consolidare Torino come uno dei poli tecnologici più dinamici del Paese.
Dalla dimensione politica e istituzionale, la Regione Piemonte guarda all’iniziativa come a un volano per l’economia locale e nazionale. La vicepresidente Elena Chiorino ha richiamato la necessità di affrontare la rivoluzione dell’Ai senza subirla, ma governandola: “Siamo stati homo sapiens e questo ci ha sempre distinti. Le grandi rivoluzioni della storia hanno avuto l’obiettivo di alleggerire il lavoro dell’uomo. Oggi la sfida è diversa: ci confrontiamo con un’altra intelligenza, l’intelligenza artificiale. Proprio per questo deve essere ancora più forte la componente “sapiens” dell’uomo, capace di coniugare sviluppo e innovazione, applicando l’Ai al mondo dell’industria e del lavoro come valore aggiunto fondamentale. La vera sfida non è subire l’intelligenza artificiale, ma governarla. Le decisioni devono restare nelle mani di un sapiens adeguatamente formato”. Un altro punto è quello del capitale umano, il direttore di AI4I, Antonio Emilio Calegari spera che il centro “diventi un magnete per i talenti”.
Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato il valore strategico del progetto, ricollegandolo a una visione più ampia di sistema Paese. Il risultato raggiunto, ha osservato, è frutto di un impegno portato avanti a lungo e dimostra che l’Italia può competere quando mette in campo selezioni internazionali aperte, rigorose e realmente attrattive per i giovani più qualificati nel campo dell’ingegneria e delle scienze. “Per attirare i migliori cervelli – ha spiegato – non bastano laboratori o strutture fisiche: servono progetti scientifici e industriali solidi, credibili, capaci di offrire prospettive concrete».
La sfida è culturale ed economica, oltre che tecnologica. “Stiamo vivendo una fase di competizione tecnologica senza precedenti. Gli Stati Uniti e la Cina sono impegnati in una rivalità strategica sull’intelligenza artificiale e sta mettendo in crisi tutti i paradigmi su cui era stato costruito l’equilibrio di anni”, ha dichiarato il ministro alla Difesa Guido Crosetto in un intervento video. È proprio in questo scenario che si impone la necessità, secondo il ministro, di elaborare e condividere il concetto di “intelligenza artificiale sovrana”. “Significa – spiega il ministro – che una nazione deve essere in grado di sviluppare e utilizzare sistemi di Ai attraverso infrastrutture digitali e di calcolo proprie”.