Violenza ai cortei Pro Palestina, disposte 18 misure cautelari

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Sono 18 le misure cautelari eseguite questa mattina, 19 febbraio, dalla Digos della questura di Torino per altrettanti militanti antagonisti: 11 uomini e 7 donne. I provvedimenti, disposti dal giudice delle indagini preliminari, comprendono cinque arresti domiciliari, dodici obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino, per i reati di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a Pubblico ufficiale.

Le misure riguardano alcuni episodi avvenuti tra i mesi di settembre, ottobre e novembre. Innanzitutto, la manifestazione in sostegno alla Global Sumud Flotilla del 24 settembre, durante la quale 700 persone avevano occupato per oltre un’ora alcuni binari della stazione di Porta Susa. Poi, il taglio da parte di trenta attivisti della recinzione dell’aeroporto di Caselle il 2 ottobre, che portò alla sospensione dei voli per circa trenta minuti, episodio seguito dai disordini alle Ogr nella serata. Il giorno seguente, infatti, era previsto l’evento ‘Italian Tech Week’, con la partecipazione del fondatore di Amazon Jeff Bezos e della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Lì gli attivisti avevano danneggiato arredi, monitor, vetrate e quattro autovetture di Stellantis, spintonato e strattonato gli addetti alla sicurezza intervenuti per tentare di bloccarne l’accesso. Infine, altre misure riguardano l’irruzione del 14 novembre alla Città Metropolitana, durtante il ‘No Meloni Day’, e quella del 28 novembre nella sede del quotidiano La Stampa, durante lo sciopero dei giornalisti e delle giornaliste.

Contestualmente all’esecuzione delle misure, gli agenti della Digos hanno effettuato questa mattina, 19 febbraio, tre perquisizioni domiciliari, anche informatiche. Durante le indagini la Digos ha denunciato numerosi antagonisti e sono state eseguite 21 perquisizioni domiciliari.

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