“Nelle pagine di Piero Gobetti riconosciamo una coraggiosa vitalità. La sua morte assomiglia a quella di un martire o di un profeta che rende testimonianza della sua fede e della sua coerenza. Il rigore della riflessione fu il suo costume e nucleo spirituale”. Davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la lectio magistralis di Gustavo Zagrebelsky al teatro Carignano di Torino ha dato il via alle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti (1901-1926), intellettuale torinese antifascista deceduto a Parigi il 16 febbraio 2026. Mattarella, accolto con grande calore dal pubblico del teatro, alla fine della cerimonia si è recato in visita alla redazione della Stampa.
L’eredità di Gobetti
L’intervento di Zagrebelsky, giurista, professore universitario, presidente della Corte costituzionale nel 2004, ha ripercorso la vicenda intellettuale di Piero Gobetti, il suo pensiero, il rapporto con gli intellettuali del suo tempo, tra cui Gramsci, e, naturalmente, la strenua opposizione al fascismo, definito con un’espressione famosa l'”autobiografia della nazione” italiana. Gobetti morì esule a Parigi, dopo essere stato vittima di minacce e aggressioni squadriste a Torino.

L’eredità di Gobetti è stata ricordata anche negli interventi istituzionali che hanno preceduto la lezione di Zagrebelsky. Per il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il grande intellettuale,”aveva compreso che le le democrazie non muoiono sempre per un colpo di Stato ma anche se vengono svuotate dall’interno. Per Torino la sua memoria è parte integrante dell’eredità civica: siamo orgogliosi di essere la città di Gobetti e di mantenere viva la sua tradizione che ci invita a non rinunciare mai alla libertà”.
Anche il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato il legame tra l’intellettuale e la sua terra: “È una figura che ci ha trasmesso quel senso istituzionale che è proprio del Piemonte. Rappresenta un patrimonio civile e il suo pensiero rimane attuale”. La cerimonia è stata moderata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia, che ha legato l’impegno antifascista di Gobetti alla lotta, sempre attuale, per la libertà di pensiero: “Quando un governo vota verso la dittatura la prima cosa è che prova a spegnere è l’informazione”.
Un triennio di appuntamenti
Le celebrazioni in ricordo di Piero Gobetti, curate dal Centro studi Piero Gobetti, proseguiranno per tutto l’anno, e oltre, fino al 2028. Il prossimo appuntamento varca i confini nazionali: l’antifascista torinese verrà ricordato nella città in cui morì e in cui è sepolto, Parigi, il 19 febbraio, in collaborazione con la “Maison de l’Italie”. Tra le prossime iniziative a Torino si ricordano l’incontro “Piero Gobetti e il protestantesimo” (27 febbraio) alla Chiesa battista in via Passalacqua 12 e, in data da definire (tra il 14 e il 16 aprile) l’evento “Giornalismo e libertà di stampa da Gobetti a oggi“, che sarà diviso in due momenti, uno al Circolo della stampa e uno al Polo del ‘900.