Mirafiori, De Palma (Fiom) all’ad Filosa: “Sul nuovo piano ci sia confronto”

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“L’amministratore delegato dovrà presentare il nuovo piano: abbiamo bisogno che non piova dall’alto, ma che ci sia un confronto”. Questo l’appello lanciato stamattina dal segretario generale della Fiom, Michele De Palma, per l’ad di Stellantis, Antonio Filosa, al presidio fuori dalla porta 2 dello stabilimento di Mirafiori. All’orizzonte c’è la manifestazione unitaria del 14 febbraio a Torino: “È una sfida aperta con la città: vogliamo abbracciare Torino e vogliamo che Torino abbracci le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici per il proprio futuro”.

Il presidio fuori dalla porta 2 di Stellantis

Il dialogo

Un tema forte è il dialogo con l’azienda e le istituzioni. “Tra la proprietà di Agnelli e i sindacati c’è sempre stata una dialettica, ma c’era la possibilità di discutere di quello che avveniva in Italia. Oggi sembra che la questione industriale non li riguardi”. Un altro appello è per il governo: “La Regione, il Comune, il governo avrebbero dovuto riunirsi con le organizzazioni sindacali, visto che tra l’altro abbiamo una piattaforma di rivendicazione unitaria sul piano industriale e occupazionale. Se le istituzioni facessero quello che devono fare, dovrebbero farla diventare una piattaforma di rivendicazione nei confronti dell’azienda, condividendola addirittura con il governo”.

“Sono andato l’altro giorno al Mimit e mi aspettavo delle risposte ai problemi che ci sono – ha aggiunto De Palma -. Il ministro Urso aveva detto che avremmo fatto un milione di auto in Italia e che avrebbe fatto l’accordo con Stellantis: dove sono queste auto? Si producono, ma fuori dall’Italia”.

Le richieste

Il presidio fuori da Mirafiori rimarrà per tre giorni, fino alla manifestazione del 14, che riunirà tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici. Per De Palma, non basta la produzione della 500 ibrida: “Bene il fatto che qui a Mirafiori abbiamo l’auto ibrida, che ci consente di poter gestire il processo di transizione, ma abbiamo bisogno anche di nuove ulteriori produzioni e nuove ulteriori investimenti, che in questo momento non ci sono perché gli investimenti nella produzione vengono fatti altrove”.

I sindacati chiedono anche investimenti in ricerca e sviluppo: “È il punto su cui c’è il delta maggiore rispetto ad altri player dell’automotive: qui abbiamo tra l’altro le competenze delle ragazze e dei ragazzi dentro l’università che potrebbero essere assunti per poter fare ricerca e sviluppo. Abbiamo bisogno di investire sul self-driving, sulla tecnologia – ha aggiunto De Palma -. Penso ai motori ibridi ma anche all’elettrico perché quest’anno per la prima volta il mercato dell’elettrico è stato superiore a quello del diesel. Dobbiamo gestire la transizione, che significa produrre quello che serve per poterci agganciare al futuro”.

La città

La manifestazione del 14 è anche l’occasione per ringraziare Torino: “La città e il mondo cattolico ci sono stati vicini in questi anni, che sono stati difficili – ha detto De Palma -. Ci sono stati momenti in cui la solitudine è stata pesante da portare addosso e i lavoratori l’hanno fatto con dignità”. I metalmeccanici, secondo De Palma, “stanno difendendo questo territorio e l’industria, non soltanto la loro occupazione. Difendono il futuro industriale di questa nostra Torino. Credo che questa manifestazione sia un passaggio molto importante perché c’è una convergenza di tutti, di tutte le forze sindacali, delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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