Gli obiettivi della Regione Piemonte, per il 2026, sono due: la casa e l’edilizia sanitaria. Lo ha detto Alberto Cirio, presidente della Regione, durante la consueta conferenza stampa di inizio anno. Il primo intervento di edilizia sanitaria, spiega Cirio, è il Parco della Salute per il quale è stata avviata oggi la conferenza dei servizi. Per 60 giorni sarà possibile sottoporre al commissario straordinario, l’avvocato Marco Corsini, eventuali rimostranze. Dopo questo intervallo il concessionario potrà recepire le osservazioni, per arrivare poi entro la fine dell’anno alla posa della prima pietra. L’intervento, ha aggiunto Cirio, garantirà 1040 posti letto per un costo previsto di 600 milioni di euro.
Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità, ha allargato il perimetro delle priorità in ambito di edilizia sanitaria. “A marzo 2026 ci sarà la valutazione di impatto ambientale per la Città della salute e della Scienza di Novara, entro dicembre sarà redatto il progetto e saranno apportate eventuali modifiche. Nell’estate dell’anno prossimo prevediamo di dare inizio ai lavori anche per l’Ospedale di Novara, che è un riferimento importante per tutto il Piemonte orientale”. Spostandosi più a sud, a Cuneo entro l’estate prenderà il via la progettazione del nuovo Ospedale ed entro il 2027 si entrerà nella fase di cantierizzazione. L’operazione, aggiunge l’assessore, “avrà un valore di due miliardi di euro, finanziati con i fondi Inail che presentano un tasso di interesse inferiore rispetto a quelli dei partenariati pubblico-privato”. Secondo il presidente, le progettualità “sono tutte ben avviate; al momento sono circa 170 i cantieri su cui si sta lavorando per la rigenerazione di alcuni spazi insieme all’edilizia sanitaria territoriale”. L’obiettivo, spiega Cirio, è quello di coprire capillarmente il territorio. Per assolvere a questa funzione ci saranno gli ospedali di comunità e le case di comunità, che ospiteranno la specialistica ambulatoriale, e le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) dove si riuniranno équipe multifunzionali di medici di medicina generale (20 per 30mila abitanti).
Rimanendo nel campo della sanità, Riboldi ha annunciato la progettazione di un nuovo Centro unico di prenotazione (Cup). “In queste settimane – ha commentato l’assessore regionale – il Cup ha dimostrato le sue fragilità. La difficoltà di interazione e di prenotazione è uno degli imbuti che non ci consentono di servire tutti i cittadini in tempi rapidi”. Il nuovo Cup sarà il primo a livello nazionale a integrare l’Intelligenza artificiale e a dividere le cronicità dai primi accessi. All’applicazione, che sarà rilasciata entro l’estate, si potrà accedere con i dati biometrici e, una tantum, attraverso lo Spid. “Il problema delle liste d’attesa – precisa Riboldi – non è di facile risoluzione, ma una delle risposte è semplificare la prenotazione, oltre all’appropriatezza prescrittiva e all’adeguatezza delle infrastrutture”. Secondo l’assessore di Fratelli d’Italia una misura efficace è rappresentata dalle prestazioni aggiuntive che nel 2025 hanno coinvolto più di 5mila operatori per un totale di 251mila prestazioni erogate in orario non canonico. “Questo dato ha portato a un risultato concreto molto importante: sono stati superati i livelli di prestazioni del periodo precedente al Covid” ha chiosato Riboldi.
Il secondo, e ultimo, “progetto bandiera” della Giunta Cirio per il 2026 è quello della casa. Grazie anche ai fondi europei, illustra il presidente della Regione, “1000 case popolari saranno ristrutturate e spostate dall’uso ordinario delle aziende della casa per essere inseriti in dotazione specifica per le famiglie con figli”. Il costo, ha aggiunto Cirio, avrà un tetto massimo di 150 euro mensili. Al momento sono oltre 3mila le case popolari sfitte perché non abitabili, con un valore medio di interventi necessari di 30mila euro per alloggio. Anche grazie ai 36 milioni di euro garantiti dall’Ue per l’housing sociale parte di queste abitazioni sarà destinata al progetto “Una famiglia, una casa”.