Correva il 1786 e a Torino, sotto i portici di Piazza Castello, da un’idea di Antonio Benedetto Carpano nasceva un vino aromatizzato: il Vermouth. Oggi, 240 anni dopo, è una delle bevande più amate. Per il terzo anno di fila il Museo Nazionale del Risorgimento apre le porte per ospitare il Salone del Vermouth, ideato e curato da Laura Carello: “Il 2026 è l’anno della definitiva affermazione, ha un valore storico e simbolico immenso. Torino è la culla del Vermouth e il Salone è la sua casa naturale”.
Sabato 21 e domenica 22 febbraio, quindi, i visitatori del museo potranno godere dell’unico appuntamento italiano dedicato interamente a quella eccellenza aromatica. E le sale si vestono a tema: “Per l’occasione, abbiamo ideato un percorso di visita guidata dal titolo ‘Un Museo, mille storie: il Risorgimento è servito!’, che intreccia la narrazione storica del Risorgimento con la tradizione gastronomica torinese” sottolinea Alessandro Bollo, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
Dall’epoca di Cavour, il Vermouth è diventato sempre più un must. Anzi, “i numeri parlano di un vero e proprio boom, a fronte della crisi di altri prodotti alcoolici”, spiegano l’assessore regionale al Commercio, Paolo Bongioanni, e la Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto. In sei anni, dal 2018 al 2024, la produzione è aumentata del 183%, da 2.4 a 6.8 milioni di bottiglie. In aumento anche il prezzo medio a bottiglia: dai 17,92 ai 25,20 euro. Inoltre, il Vermouth è un’eccellenza italiana all’estero: il 65% del fatturato proviene da altri paesi.
Dentro e fuori il Salone del Vermouth
Una vera e propria celebrazione corale. È questo l’obiettivo del programma del Salone 2026. Così, saranno oltre trenta i produttori di Vermouth riuniti tra i quadri del Museo Nazionale del Risorgimento: dai marchi storici alle realtà artigianali emergenti, riuniti per raccontare la bevanda attraverso le sue diverse interpretazioni, stili e identità territoriali.
Inoltre, dal 16 al 22 febbraio nei migliori ristoranti torinesi saranno ospitate cene speciali in cui il Vermouth giocherà un ruolo di primo piano, sia nei piatti sia negli abbinamenti proposti, mentre nei principali cocktail bar cittadini verranno introdotte drink list dedicate.
“L’obiettivo è duplice: rinsaldare il legame tra il prodotto e il territorio piemontese e valorizzare il dialogo tra tradizione e innovazione – conclude l’Assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino -, ponendo i produttori e la loro storia al centro del racconto. Grazie al format del Fuorisalone, l’evento coinvolgerà l’intera città: dai caffè storici, custodi della tradizione, ai locali più innovativi, trasformando Torino in un palcoscenico diffuso di cultura e convivialità”.