Dieci milioni di euro per creare un sistema localizzato di produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno. È il valore del contributo previsto dal bando “Progetto bandiera – Piemonte Hydrogen Valley”, presentato la mattina del 28 gennaio durante una conferenza al palazzo della Regione. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno in Piemonte, nel più ampio contesto della decarbonizzazione energetica e industriale.
“L’obiettivo è duplice – ha spiegato Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente – : da un lato perseguire i target energetico-ambientali, sostituendo i combustibili fossili in settori strategici, dall’altro, rilanciare aree critiche attraverso la riqualificazione di siti industriali dismessi”. Il bando prevede infatti l’obbligo di realizzare gli impianti di produzione in aree dismesse, in modo da ricostruirne il valore. Inoltre, sarà anche necessario presentare un piano di utilizzo dell’idrogeno, che preveda una decarbonizzazione del trasporto pubblico o di determinati processi industriali e logistici, a cui si aggiunge un progetto di formazione/informazione per accrescere le competenze territoriali in materia di economia dell’idrogeno. Lo scopo è, appunto, creare una “valle dell’idrogeno”, un ecosistema in cui sviluppare tutta la catena del valore dell’idrogeno, dalla produzione all’utilizzo.
“L’idea è di utilizzare i fondi per finanziare un unico, grande progetto”, spiegano dalla Regione. L’assegnazione dei fondi dovrebbe avvenire a novembre di quest’anno e il progetto vincitore dovrà essere portato a termine in massimo 36 mesi, dunque entro e non oltre novembre 2029. La partecipazione è aperta a imprese di ogni dimensione, anche in associazione tra loro o con il supporto di enti pubblici. Parte dei fondi potranno anche essere usati per finanziare percorsi di ricerca e sperimentazione, nell’ottica di rendere più competitiva la filiera italiana dell’idrogeno. I progetti potranno essere presentati a partire dalle ore 10 del 2 marzo, con scadenza alle ore 12 del 30 giugno 2026.
Al termine della conferenza stampa, sono stati sollevati dei dubbi proprio riguardo all’effettiva capacità del bando di guardare al futuro e alla competitività del settore. Per Nicola Deiana, direttore generale di Clean Carbon Conversion Italia, società specializzata del settore, legare il bando alla costruzione di uno o più elettrolizzatori (i dispositivi che scindono elettricamente le molecole di acqua per liberare l’idrogeno), significa “non ammettere l’innovazione” rispetto a quel tipo di processo. Il riferimento è ai più efficaci sistemi che utilizzano la scissione termica, tecnologia non riconosciuta in Italia ma impiegata già da anni in Svizzera e in Germania. La risposta della Regione è stata negativa, per ragioni tecniche, ha spiegato Tiziana Dell’Olmo,. responsabile Misure multidisciplinari e multisettoriali per la qualificazione delle imprese: il bando infatti è vincolato a criteri definiti dal bando Pnrr originale che prevede obbligatoriamente l’uso di elettrolizzatori.