Più di 6mila agricoltori a Torino contro l’accordo tra Unione europea e Mercosur. “Non siamo contro il mercato aperto, ma contro la concorrenza sleale – spiega Ettore Prandini, presidente Coldiretti – chiediamo regole che seguono il criterio della reciprocità”. L’Unione europea, secondo Prandini, ha infatti chiuso un accordo con Paesi che “utilizzano agrofarmaci vietati in Europa da quarant’anni e la misura va contro il Green Deal, perché i Paesi con cui è stato chiuso l’accordo generano emissioni in atmosfera tre volte superiori allo standard europeo”.
Non sono solamente i Paesi del Mercosur a preoccupare Coldiretti: India e Vietnam sono altri due paesi per cui l’organizzazione degli imprenditori agricoli chiede di “applicare regole rigide, come in Italia e in Europa”. È allarme anche per l’import complessivo, aumentato del 3 per cento nel 2025. Preoccupa l’uso nei Paesi extra Ue, e soprattutto in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita e le lacune del Brasile nei controlli sugli ormoni vietati in Europa.
Nel mirino delle critiche di Coldiretti Ursula von der Leyen, particolarmente presa di mira anche nelle ultime manifestazioni di Strasburgo: dove gli agricoltori hanno chiesto più garanzie anche per la Pac, Politica agricola comune. “I nuovi accordi favoriscono settori produttivi forti in paesi privi di filiere agroalimentari che si distinguono per qualità a livello globale, come la Germania” attacca Prandini.
Riso, latte e carne: le conseguenze dell’accordo in Piemonte
Riso, latte e carne sono i prodotti che rischiano di subire gli effetti dell’importazione da Asia e Sud America. Lo spiega Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte: “Le minacce per il riso arrivano in particolare dal Myanmar, mentre dall’India arriva un latte senza che non ha la stessa qualità del nostro”. Nel riso indiano, come in quello paraguayano, sono state infatti rilevate sostanze vietate nell’Ue. Ma per il riso l’import registrato nel 2024 sono arrivati in Italia 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Ma il riso beneficia ancora del dazio zero, motivo per cui Brizzolari parla di “questione etica” del commercio. In Piemonte il valore delle importazioni ha superato il 2,8 miliardi nel 2024.
Infine il problema del grano. A Torino erano presenti anche gli associati Coldiretti di Liguria e Valle d’Aosta. “Anche i contadini liguri, oltre ai piemontesi, sono interessati dalla concorrenza sleale che caratterizza l’import di grano” aggiunge Brizzolari.
Quello a Torino, per Coldiretti, è il primo di una serie di confronti in programma con gli agricoltori. “Guai a pensare di poter attuare meccanismi di imposizione o dove c’è una visione unilaterale”, il fine, dice Prandini è quello di “attuare una politica che sia attenta e lungimirante, ripeto, rispetto ai bisogni delle stesse imprese”.