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Giocare d’anticipo. È il modus operandi con cui la Reale Mutua Fenera Chieri ‘76 è passata dalla B2 alla vittoria di due coppe europee in quindici anni. Lo spiega Massimiliano Gallo, direttore sportivo: “Quando sono entrato in società non avrei immaginato che saremmo arrivati a questo livello, ma sicuramente mi avevano colpito la serietà e l’ambizione”. Gallo, all’epoca, allenava e sotto la sua guida il club era passato dalla B2 alla A2.
Da quando è diventato direttore sportivo, nel 2016, ha capito subito che, complici le disponibilità economiche non all’altezza di altre società, avrebbe dovuto investire sulle giovani o su pallavoliste non ancora affermate. E Gallo ha trasformato la necessità in virtù: “Potrei fare la lista dei colpi che mi hanno dato soddisfazione. Recentemente abbiamo preso Stella Nervini, avvistata già prima che raggiungesse il livello attuale”. Tra gli altri colpi Gallo cita anche Avery Skinner e Jordyn Poulter. Oggi la squadra può anche contare sul talento internazionale della capitana Ilaria Spirito, Anne Nemeth e Alice Degradi.
Il settore giovanile
Giocare d’anticipo significa anche investire sul settore giovanile: “Abbiamo creato un consorzio con società di comuni piemontesi come Asti, Alba, Santena e Pino Torinese. Un progetto di cui vado particolarmente fiero”. Oltre a garantire un bacino fertile di centinaia di atlete per la prima squadra, tale modello di vivaio “fidelizza le famiglie del territorio, orgogliose di indossare la maglia del Chieri” spiega Luca Di Cillo, direttore marketing e operations. Di Cillo, chierese di nascita, ha bussato alle porte del club nel 2019, e prima di dirigere la sezione marketing, si è occupato anche di comunicazione, oltre che del rapporto diretto con gli sponsor. La crescita della società, secondo Di Cillo, è accompagnata attualmente da un’ottima comunicazione, il team social sta facendo un gran lavoro.
Il rapporto con la comunità
L’ascesa sportiva della squadra, che nelle ultime tre stagioni ha disputato altrettante finali europee vincendo una Coppa Cev e una Challenge Cup, ha cementato anche il rapporto con la comunità, migliorato nel tempo. “Grazie ai successi della Nazionale molte persone si sono avvicinate alla pallavolo. I risultati di Chieri, invece, hanno spinto diversi imprenditori locali a chiudere con noi accordi di sponsorizzazione: prima eravamo noi ad avvicinarci a loro, ora spesso accade il contrario” spiega Di Cillo. L’entusiasmo cresce quando si riesce ad avviare una collaborazione grazie al contatto diretto: “Spesso i nostri futuri partner commerciali si convincono assistendo alla partita. In molti si stupiscono di quanto sia divertente guardare una partita live: è una dinamica che mi dà soddisfazione”.
Proprio gli sponsor sono il provento principale per una squadra di pallavolo, che non può contare sui diritti televisivi come fonte di guadagno. La durata delle partnership è spesso annuale, ma recentemente la società ha chiuso con Reale Mutua un accordo biennale con possibilità di rinnovo per il terzo anno. Una collaborazione che permette a Chieri di programmare con maggiore serenità il futuro. Anche perché nel volley i contratti sono spesso annuali e biennali, molto più raramente triennali. Diventa quindi complicato trattenere le giocatrici più talentuose quando arrivano offerte di squadre con budget maggiore. In particolare le compagini di Sultanar Ligi, prima serie turca, possono permettersi oggi salari nettamente superiori.
Un pericolo che Chieri contrasta ancora una volta con la programmazione anticipata: in estate Giulio Bregoli, che allenava la squadra dal 2019, si è trasferito all’Eczacibasi. “E’ stata una sua scelta. Noi con Nicola Negro abbiamo optato per un profilo che permettesse di rispecchiare la nostra filosofia”.
Al momento la crescita degli ultimi anni ha costretto la società ad apportare qualche modifica logistica. Per ragioni di capienza, infatti, la squadra deve disputare le coppe europee e i playoff di campionato al Pala Gianni Asti di Torino. Durante la regular season ha invece scelto di giocarne tre in casa, tra cui quella contro Conegliano: “Il Pala Gianni Asti era quasi pieno, avere più di 3 mila persone tra il pubblico è stato emozionante”. Il PalaFenera ha invece circa 1.500 posti. Nonostante la capienza non sia sufficiente per ospitare le partite europee, i tifosi della Reale Mutua preferirebbero giocare tutte le partite a Chieri. “Al PalaFenera si crea una sorta di effetto Bombonera (lo stadio del Boca Juniors, ndr), perché le tribune sono molto vicine al campo”.
Il favore del tifo non manca nemmeno a Torino, un’arma in vista della Final Four di Coppa Italia, che si terranno il 24 e il 25 gennaio all’Inalpi Arena.