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Venezuela, Alberto Trentini e l’imprenditore piemontese Mario Burlò sono liberi

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la scarcerazione dell’operatore umanitario Alberto Trentini e dell’imprenditore torinese Mario Burlò. Entrambi erano stati arrestati in Venezuela nel novembre 2024. Dopo 14 mesi di detenzione, il console d’Italia a Caracas ha fatto sapere che i due si trovano ora nella sede dell’ambasciata in attesa del rimpatrio.

Trentini, cooperante italiano di 46 anni, era detenuto dal 15 novembre 2024 dopo essere stato fermato mentre era in viaggio tra Caracas e Guasdualito. La stessa tratta su cui era stato intercettato una settimana prima, il 10 novembre, Mario Burlò. Trentini si trovava in Venezuela da poche settimane per lavorare come cooperante con Humanity and Inclusion, Ong francese che si occupa di aiutare persone con disabilità. Da quel giorno, era stato recluso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I senza che fosse mai stata formalizzata un’accusa a suo carico. Si tratta della struttura penitenziaria che ha ospitato anche Mario Burlò, e di uno degli istituti più simbolici del regime di Nicolas Maduro.

Come detto, l’imprenditore di Torino era stato fermato nelle stesse circostanze di Trentini, a un posto di blocco tra le due città venezuelane. Burlò si trovava nel paese per cercare opportunità imprenditoriali ed era noto alle autorità italiane per implicazioni in processi per reati fiscali e finanziari. Nel febbraio 2025 era stato poi assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa. I legali di Burlò, Benedetto Buratti e Maurizio Basile, hanno annunciato che l’imprenditore piemontese ha già potuto sentire la figlia e rincuorarla sulle sue condizioni di salute. Gli avvocati hanno poi ringraziato a nome di tutta la famiglia le istituzioni diplomatiche “che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali”.

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